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Versilia e colline senesi - Didogs Print E-mail
Data: 27-28 dicembre 2003.
Luogo: Toscana
Evento: Ultimo giro dell’anno 2003.
Partecipanti: Dido (BMW R1150GS), Marco (HONDA TRANSALP 650), Fabio e Simonetta (SUZUKI SV 1000), Massimo (HONDA AFRICA TWIN 750).

La partenza è fissata per sabato 27 dicembre.
Il luogo di ritrovo è il primo autogrill dopo l’uscita di Monselice, lungo l’autostrada A13 Padova-Bologna.

Ogni anno, verso la fine, le persone tendono a riversare sulle normali situazioni giornaliere un’aurea d’evento particolare.
Forse è solo una scusa per divertirsi, per viaggiare, per incontrare persone a noi lontane.
Tant’è che il buon Massimo organizza per domenica 28 un motogiro, l’ultimo dell’anno, che ci porterà sulle colline senesi.
Io e Marco decidiamo di partire il sabato, sia per essere più tranquilli sia per passare una serata in compagnia dei nostri amici.

La partenza è un po’ rocambolesca. Arrivato a Noventa Vicentina (dopo circa 40 km.) mi accorgo di aver lasciato a casa chiavi e la giacca per uscire il sabato sera.
Tralascio la corsa verso casa e la “gara” per arrivare all’orario stabilito all’autogrill.

Dopo l’arrivo di Marco proseguiamo verso Bologna.
La giornata è fredda (quando sono partito ho visto -4°), ma il sole ci fa sperare che la temperatura si alzi.
Arriviamo a Bologna.

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Si prosegue in direzione Firenze e si esce a Casalecchio di Reno.
Subito dopo il casello si va a destra e si seguono le indicazioni per Porretta (s.s. porretana).
La strada porta direttamente a Pistoia. Si snoda sulle colline tosco-emiliane.
È una valida alternativa all’autostrada e ai vari passi (Muraglione, Raticosa, Futa)in quanto non si arriva a quote elevate e la probabilità di trovare neve è bassa.
L’asfalto è pulito e asciutto. Teniamo una buona media, cercando di guidare puliti e “morbidi” nel susseguirsi incessante di curve. La temperatura si alza, si sta proprio bene.
Dopo aver passato il paese di Porretta Terme il sole sparisce, nascosto da nuvole cariche di pioggia. Le strade sono bagnate, la velocità scende quanto basta a viaggiare in sicurezza (in pratica “chi molla paga il pranzo”….). In ogni caso le colline offrono un fantastico scenario, circondate dalla nebbia, con i boschi spogli e i prati verdi.
Per chi vuole, dopo la frazione di S. Pellegrino, può fare una deviazione per il passo di Collina. Altrimenti si prosegue dritti attraverso la galleria.

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Una volta arrivati a Pistoia si segue per Montecatini, dove si prosegue per Montecatini Alta e Marliana.
Lungo la salita per Marliana ci fermiamo al ristorante “Il boschetto” gestito da una simpatica signora.
Pranziamo con antipasto (bruschette toscane imbevute con ottimo olio), spaghetti all’arrabbiata, vino rosso, dolce e caffè (16 € a persona).
Faticosamente ci alziamo e proseguiamo lungo la ss 633. Strada stretta, sinuosa e panoramica.
Dopo Marliana prendiamo per Pescia, oltrepassiamo Collodi (dove c’è il paese di Pinocchio) e ,in un attimo, arriviamo a Lucca.
Da Lucca si prende per Monsagrati, Camaiore e Lido di Camaiore.
In un attimo passiamo dalle dolci colline toscane al mare.
Sul lungomare della Versilia cerchiamo subito un’entrata al mare, e dopo averla trovata, portiamo le moto sulla riva, scattando qualche foto ricordo.
Il mare, agitato e spumeggiante, si confonde con il cielo plumbeo.
Il vento ci porta le gocce del mare e alza dei rivoletti di sabbia.
Marco si diverte sulla spiaggia con la sua Transalp, mentre io rimango ad osservare. Il peso della moto e, soprattutto, la mia poca esperienza nella guida off-road mi consigliano di rimanere al palo.
Ripartiamo, passiamo per Forte dei Marmi (con il famoso locale “La capannina”) e raggiungiamo Marina di Massa, la nostra meta.

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Massimo ci accoglie nel suo atelier (edicola e punto internet).
Conosciamo suo padre, persona simpaticissima, anche se non dobbiamo aver fatto buona impressione. Soprattutto Marco.
Soprattutto quando….


Marco- <Dido, ci prendiamo qualcosa da leggere?>.
Dido- <Ok. Io prendo Focus>
Marco- <Scusi, per caso ha il giornale di Feltrinelli?>
Papà di massimo- <Cosa. Ah, si, Libero. Forse, qua. No, aspetta, nella gabbia del hanarino. Ah, no eccolo qua>
Marco- <grazie>.

Marco si allontana e assisto a questo dialogo.

Papà- <Massimo!! O che tu fai? Chi porti in hasa? Sei rinhoglionito? È il primo Libero, che vendo quest’anno>
Massimo- <Non lo sapevo miha. Sembrava una brava persona. Ormai è qua, miha posso mandarlo a hasa>.
Papà- <Fortuna che c’è l’altro, quello hon il GS…>.


Poi Massimo, triste e sconsolato, ci accompagna nel nostro alloggio.
La “Pensione Norma” (una stella) è gestita da una simpatica vecchietta di novant’anni e da sua figlia. Accogliente quanto basta per una doccia calda e una notte di sonno.
Trattengo Marco che, insidiato dalla vecchietta, cerca di attaccar bottone.
Marco, per cortesia, è troppo esperta per te!!
Dopo aver faticosamente spiegato alla nuova fiamma di Marco che il GS non ci sta nei 50 cm. tra il muro della casa e la siepe ci riuniamo con Massimo, Fabio e Simonetta.

Andiamo a mangiare sotto le mura del Castello Malaspina a Massa.
Il ristorante-circolo “La Siesta” si compone di un’unica stanza di 15 metri quadrati.
La stanza è irregolare nella sua forma in quanto da un lato si appoggia alle mura medievali, dall’altra dà sulla città, con un panorama molto suggestivo.
La cena inizia con degli antipasti freddi, seguiti da ravioli tipici, salsicce, costine, vino a gogò, dolce e caffè (30 € a persona).
L’atmosfera è calda e rilassante.
Due candele sulla tavola e il camino sono le uniche fonti di luce. I lineamenti dei commensali sono morbidi, rischiarati dalla luce del fuoco.
Le ombre tremolanti si allargano sul vecchio muro, creando forme particolari.
Dopo chilometri in mezzo al traffico, dopo la pioggia, dopo il freddo, mi sembra di essere tornato indietro di secoli.
Il camino riscalda la stanza, si respira un’aria di tranquillità, di pace. Non ci sono rumori esterni, solo le nostre voci, allegre, spensierate. Una combricola di amici uniti da una passione comune e accomunati dalla voglia di passare una serata rilassata.
Passiamo tre ore seduti a tavola, chiacchierando, e il tempo vola.
Ci alziamo, scendiamo a Marina di Massa e concludiamo la serata con il bicchiere della staffa.
Se ripenso ai -4° di stamattina, mi viene da ridere. Sono in piedi davanti al locale, ho il giubbetto aperto e una birra in mano. E non ho freddo. Incredibile il beneficio del mare sulla temperatura.

La notte passa via liscia. Ci svegliamo alle otto, prepariamo i bagagli, paghiamo il conto (20€ a persona) e ci avviamo con Massimo a fare colazione.
Alle nove in punto arrivano Fabio e Simonetta, a cui va fatto un plauso per l’ottimismo dimostrato.
Infatti partono da La Spezia sotto il diluvio per essere presenti al giro. Bravi!!
Il primo tratto di percorso prevede l’autostrada fino all’uscita di Collesalvetti, dove si uniscono a noi alcuni ragazzi del club “Africa Twin Italia” e Alessandro Bellucci del sito “Mototurismo on-off.it”.
L’intinerario ci dovrebbe portare verso Siena, passando per Volterra.
Uso il condizionale in quanto poco dopo l’abitato di Lajatico uno dei ragazzi del club “Africa Twin Italia” perde il controllo della moto in una esse lenta.
Fortunatamente riesce a gettarsi dalla moto prima che la stessa impatti frontalmente con un’auto. Tutti illesi, tanta paura e solo danni materiali.
Dopo un’ora e mezza passata ad attendere i carabinieri e a sistemare al meglio la moto il gruppo si separa, tornando ognuno a casa sua.
Il gruppo “storico” (Dido, Fabio, Simonetta, Massimo e Marco) decide di arrivare fino a Volterra, visto che l’ora del desinare è passata da un pezzo e la fame inizia a farsi sentire.
Arriviamo a Volterra e iniziamo a cercare un ristorante. In fondo al paese intravediamo una osteria (osteria-trattoria “La Pace”) gestito da Giampaolo Vannini, vice campione italiano nella classe TT2, con trascorsi anche nel campionato europeo e sporadiche apparizioni nel campionato mondiale.
L’accoglienza e calda e “chiassosa”.
Ci intratteniamo con il simpatico Giampaolo che ci descrive la sua vita sportiva, anche attuale, e ci descrive il menù del giorno.
Si pranza con antipasti misti,gnocchi alla zucca, zuppa volterrana, VINO, acqua, dolce e caffè (17€ a persona) e tanta allegria (gratuita).

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Ci alziamo a malavoglia, ma il sole continua inesorabile la sua parabola e l’idea di farsi gli appennini con il buio non piace a nessuno.
Un caloroso saluto a Giampaolo e via.
Subito dopo Volterra ci dividiamo.
Fabio, Simonetta e Massimo proseguiranno in direzione di Pisa, io e Marco in direzione di Firenze.
Salutiamo i nostri cari amici, con l’augurio di vederci presto e andiamo.
Giunti a Firenze è ormai buio, piove a dirotto e l’autostrada è intasata di auto.
Fino a Bologna la tensione resta altissima: improvvise code, camion che alzano onde d’acqua che sembrano “tsunami”, il buio, il riflesso della luce sulla visiera e le curve inducono prudenza.
Dopo Bologna smette di piovere fino a Monselice, dove mi separo da Marco, compagno di questo viaggio.
Poi a casa, sotto la pioggia e accompagnato da un vento impetuoso che rende difficile la guida.

A casa, sotto la doccia, ripenso ai due giorni in Toscana.
Belli, intensi accompagnati da buon cibo e, soprattutto, da ottima compagnia.
Grazie ragazzi per esserci.
Alla prossima.

Ciao.
DIDOGS.

 
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