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Val Veny - Didogs Print E-mail
Data: 4-5-6 luglio 2003.
Luogo: Val Veny (Aosta).
Evento: 7° Festa Celtica.
Partecipanti: Dido (BMW R1150GS), Gerry+Viviana (YAMAHA FAZER 1000), Stefano+Chiara (APRILIA RST 1000 FUTURA).
La partenza è fissata per venerdì 4 luglio alle 18.00.
Si parte con il cielo nero e minaccioso, ma questo non ci preoccupa: al giorno d’ oggi chi non ha una tuta antipioggia al seguito? Semplice: Gerry.

Comunque partiamo e decidiamo di percorrere una strada poco nota, ricca di curve, controcurve e chicane, dove mettere alla frusta cavalli, freni e …. sangue freddo.
La strada in questione è conosciuta ai più come A4.

Alle 10.00 di sera arriviamo in quel di Pont S. Martin dove ci attende Alfredo con la sua ospitalità  (www.masoundoucaro.it)
Dopo una doccia ristoratrice tutti a nanna.

Al mattino seguente sveglia abbastanza presto e colazione iper-mega-super energetica: non tanto x me (il GS è facilissimo da guidare) quanto x gli altri (guidare una Fazer e una Futura comporta un notevole dispendio di energia…).
Naturalmente scherzo.
No. Stavo scherzando ancora.
Ah ah.

Comunque torniamo a noi.
Per arrivare alla festa celtica si percorre la statale principale fino ad AOSTA (volendo si può fare l’ autostrada: attenzione che è considerata autostrada di montagna e il limite è di 100 km/h.).
Arrivati ad Aosta si seguono le indicazioni x Courmayer (sono circa 45 km.).

Una volta arrivati a Courmayer si prende x la Val Veny e si seguono le indicazioni per la CELTICA.
Vicino alla festa celtica ci sono 3 campeggi. Bisogna ricordarsi, però, di portarsi indumenti pesanti (leggi invernali): siamo sotto il ghiacciaio del Monte Bianco e alla sera il freddo diventa pungente. Anche troppo.


La festa è stata un susseguirsi di emozioni fin da subito.
Immaginate di entrare in un bosco e di vedere persone vestite come gli scozzesi (con kilt e colori dei clan), oppure vestite come mille e più anni fa.
Si sentono gli aromi del cibo messo a cuocere e il profumo della legna che brucia è unico.

Si vedono i vari accampamenti, con le tende o capanne di paglia. Una zona dell’ accampamento è di solito destinato alle armi, un’ altro al cibo, un’ altro ancora ai cavalli.
C’è un miscuglio di razze e religioni, di lingue e colori, di vestiti e cappelli.
Sembra di essere tornati indietro di molti anni.

Si viene riportati alla realtà dalla varie bancarelle in cui si può trovare artigianato celtico (monili e bigiotteria, pregiati pezzi in argento, dipinti e strumenti musicali).
L’ atmosfera non è però commerciale, ma molto allegra.
Un venditore di strumenti musicali ci allieta suonando (con una base di musica celtica) ….. due ossi di costicine di maiale!!!!! Incredibile.

Al centro della manifestazione cè il palco dove vari artisti di tutta europa si esibiscono.
Tra questi sottolineo la presenza del gruppo del clan dei WALLACE.
La musica di questo gruppo è adrenalina pura: l’ amalgama di cornamuse, tamburi e balli è a dir poco coinvolgente.
Dopo il concerto ho avuto modo di conoscere un discendente del clan Wallace: persona molto disponibile e che non se la tira. Ha firmato autografi a destra e a manca, dando retta a tutti.

I concerti proseguono fino a notte fonda e la giornata viene conclusa dal un grande falò propiziatorio.

Se volete emozioni, tradizioni e musica non perdetevi questa festa.

Il giorno dopo io, Gerry e Viviana decidiamo di visitare una valle vicino al nostro alloggio: la valle di Campocher.
Seguiamo la valle fino ad un parcheggio (c’è un tratto di 7-8 km. di sterrato molto facile: Gerry l’ ha fatto con il fazer e passeggero).
Una breve scampagnata fino ad un rifugio e poi siamo ridiscesi.
A metà’ strada ci siamo fermati in un ristorante dove ci siamo rifocillati a base di antipasti (salumi,peperoni,pomodori ripieni), bistecche, formaggio e POLENTA con formaggio.Burp.Scusate.

Da urlo.
Si, anche rimontare in moto è stato da urlo….

Pian pianino siamo ritornati in statale e verso le 17.00 ripercorriamo la famosa stradina poco conosciuta in senso inverso.
Alle 20.00 eravamo tutti sotto la doccia (ehm… io a casa mia, Gerry e Viviana a casa loro), sicuramente stanchi ma felici per aver vissuto un’ esperienza molto positiva e coinvolgente.

Sicuramente l’ anno prossimo cercheremo di ripeterla organizzandoci meglio (magari l’ alloggio più vicino) e magari vestiti in maniera diversa …. come un clan scozzese.

Ciao.
DIDOGS.

 
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