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Nordkapp - Albe Print E-mail
IL MITO
E’ difficile riuscire a trasmettere le sensazioni indescrivibili che si provano in un viaggio come quello che io e mia moglie abbiamo avuto la fortuna di poter fare. Ma se si è motociclisti nell’animo e non solo nella manetta queste sensazioni rimarranno dentro per sempre.
Dopo questa doverosa precisazione veniamo al viaggio.

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Partenza alle h 08.30, non troppo presto per evitare di sfiancarci con “levatacce” dato che abbiamo davanti quasi due settimane di tappe da centinaia di km. Come al solito la Brennero è costellata di code e rallentamenti ma, per fortuna, riusciamo ugualmente a viaggiare. Raggiunta l’Austria percorriamo velocemente la bella strada che porta in Germania (a tal proposito valutate se conviene pagare la “vignetta” per l’autostrada dato che, in realtà, è lunga circa 30 km).
Qui comincia la lunga autostrada tedesca, da molti definita noiosa, ma che noi abbiamo trovato molto bella dato che per lunghi tratti è circondata da pinete e paesini caratteristici ed è un continuo sali-scendi con ampie curve che, unite alla mancanza di limiti di velocità, stimolano a forzare un po’ l’andatura…

Prima sosta, dopo 970 km, a Kirchheim dove pernottiamo. Il mattino successivo siamo pronti per raggiungere Amburgo e, successivamente, la Danimarca dove percorriamo il lungo e spettacolare ponte a pagamento sul mare. Ci imbarchiamo sul traghetto per la traversata, della durata di circa 15 minuti, che ci porta in Svezia.

Seconda sosta dopo altri 870 km in Svezia e l’entusiasmo aumenta perché il giorno successivo varchiamo il confine con la Norvegia: arrivati ad Oslo decidiamo di dirigerci, causa limiti di tempo, a Lillehammer in mezzo alle montagne norvegesi scoprendo paesaggi stupendi e poco frequentati. Alloggiamo nella cittadina dei giochi invernali immersa nelle pinete ed il giorno successivo proseguiamo il viaggio in mezzo ai primi ghiacciai perenni, a fiumi ricchi di pesci e raggiungiamo il Circolo Polare Artico dove la sosta è d’obbligo per le foto di rito e per l’acquisto di qualche souvenir. Finalmente possiamo tenere un’andatura un po’ più sostenuta dato che da quando siamo in Norvegia è un susseguirsi di autovelox e severi limiti di velocità.

Sotto la pioggia intermittente che ci accompagna fin da Lillehammer ci dirigiamo verso Biervik (all’inizio della penisola che porta alle isole Lofoten) dove alloggiamo e ci riscaldiamo un po’ dato che le temperature si sono abbassate considerevolmente. La mattina successiva il tempo è migliorato e, dopo esserci imbarcati sul traghetto, raggiungiamo le fantastiche isole Lofoten: lo spettacolo è incredibile con il mare con colori da...Sardegna e poche centinaia di metri più su i ghiacciai perenni. Pernottiamo proprio in fondo all’arcipelago a Sorvagen dove, nel caratteristico paesino di pescatori, consumiamo pasti a base di stoccafisso e salmone. Queste isole, tanto decantate per la loro bellezza, meritano assolutamente di essere visitate!!!!

Tappa successiva di avvicinamento alla meta finale con temperature ancora abbastanza rigide e pioggia più insistente; sosta in un paesino “ai limiti della realtà” affacciato su un enorme fiordo, con meno di 10 case, un distributore di benzina e un alberghetto modesto ma pulito. La mattina non stiamo nella pelle ed il viaggio di circa 450 km sembra interminabile tanta è la voglia di arrivare. Il vento è forte, il paesaggio diventa, se possibile, ancora più “nordico” ed aumenta in modo esponenziale il numero delle renne che si incontrano lungo la strada (attenzione perché soprattutto all’arrivo delle moto il rumore le spaventa e, generalmente, fingono di andare da una parte per poi tagliare la strada ed andare dall’altra…). L’arrivo a Caponord è spettacolare: avevamo sempre sentito dire (e letto sulla guida Lonely Planet!) che è un paesaggio bello ma rovinato da un enorme centro commerciale!!!
Che dire! Io e mia moglie siamo dell’idea che bisogna vedere per poter giudicare. Secondo noi Caponord è un posto fantastico!!! E non lo dico per la passione motociclistica. Il mega centro commerciale in realtà è uno stabile, neanche brutto, con all’interno un ristorante, un bar e un negozio di souvenir. Non mi sembra poi così scandaloso per un posto che ospita migliaia di turisti l’anno!

Dormiamo in zona ed il mattino torniamo alla mitica rocca su quel mare indimenticabile per un ultimo saluto.
Per il ritorno optiamo per la Finlandia in un susseguirsi di pinete, laghi e funghi (!). Vitto e alloggio sono meno cari rispetto a Svezia e Norvegia anche perché c’è molto turismo proveniente dall’ex Unione Sovietica. Rientriamo in Svezia da Lulea e scendiamo verso Stoccolma da dove, i giorni successivi procediamo, ad ottima andatura, al rientro a casa certi di aver vissuto una vacanza impegnativa ma che, sicuramente, non dimenticheremo mai.
 
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