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Staccate la spina - GiovoGs Print E-mail

Titolo :
Staccate la spina….se potete….
Ovvero : quando la pressione è tanta, troppa, un viaggetto in moto è la cura giusta…..



La (mia) giornata tipo :

-    sveglia, presto, troppo presto
-    barba, doccia, colazione, in fretta
-    trasferimento in ufficio
-    accendi il pc, il telefono squilla, devo chiamare tizio, perché caio non mi chiama, aspettavo una risposta porca….incomincia la battaglia mattutina
-    pranzo veloce, nel mio caso riesco ad andare a farmi una nuotata di 40/45 minuti e a mangiare un boccone, di fretta
-    ritorno in ufficio, e ricomincia la battaglia, questa volta pomeridiana, il telefono, la posta elettronica, i prezzi sono TROOOOPPO alti, sconto, le consegne lunghe, rivedile, i problemi di chi deve produrre quello che io vendo, che naturalmente non coincidono con quello che lo stabilimento vorrebbe, ma questo non paga, chiamalo!, mi manca un documento, è urgente!, puoi guardare questa cosa subito per favore?
-    arriva una certa ora X, mai la stessa, ma è sempre troppo tardi per fare con calma quello che più mi piace
-    cena, leggera, a 41 anni qualsiasi cosa buona e saporita ti costringe ad allargare di un buco la cintura, e quindi pollo, tacchino, rigorosamente senza condimenti, sei matto???
-    un po’ di TV, 9 su 10 addormentandosi sul divano, per poi, in catalessi, manco ti avesse ipnotizzato Giucas Casella, ci si lava i denti, in fretta, e via a dormire
-    sonno, spesso tormentato, perché il giorno dopo c’è da prendere un aereo e restare via qualche giorno se va bene, di più se le grane lo richiedono
-    e la mattina dopo la sveglia suona, di nuovo, implacabile……e la battaglia ricomincia
Ma ogni tanto obbligo la mente a staccare la spina, ed anche se è per poco, sento il bisogno, fisico, di dover ricaricare le batterie, la necessità di farlo quando è la mente che lo richiede, che sia lunedì, martedì, chi se ne frega.
L’ultima volta che mi è successo è stato Giovedì 17 Maggio scorso, alle 20.30……sento che devo farlo, devo, e allora controllo le previsioni su SKY anche se non ne avrei bisogno, il tempo sarà magnifico, e avuta la non necessaria conferma prendo il telefono e chiamo il mio fido scudiero, Davide, come farei se non ci fosse lui, ed avviso : “Domani non ci sono, se hai bisogno chiamami sul cellulare, e se non rispondo non preoccuparti, ti richiamo io”.
Niente spiegazioni, poche parole.
Il programma, in una frazione di secondo è fatto : domani mi alzo presto, certo, ma me ne resto in giro tutto il giorno in moto, con la mia moto, la mia GS, che dal box sembra che mi chiami, approvando la mia scelta, felice, come e più di me.
Mi sembra di vederla, che saltella sul cavalletto centrale, e che come me non ha idea di dove si andrà, ma l’importante è andare.
Tutti e due torniamo bambini che devono assolutamente giocare con il giocattolo nuovo, non vorrebbero nemmeno dormire tanta è la felicità.
Mi accorgo, mentre penso a queste, cose, di avere il sorriso stampato sul viso, per fortuna sono in casa, solo, e mi metto a ridere…si, sono tornato bambino, ma un bambino che guida una GS.
E così quando, il mattino seguente, la sveglia suona alle 7.30 io sono già in bagno, niente barba, e che cavolo!, una lavata veloce, mi vesto, macchina fotografica in tasca, esco di casa, il cielo è azzurro, senza una nuvola, sorrido ancora, vado nel box, accendo, mi metto il casco e parto.
Una sola commissione a PC, devo proprio farla, autostrada, la temperatura è gradevole, e arrivo alle 8.35 davanti al conce BMW e scopro che apre alle 9!!!!
Porca v…a!!!
Aspetto, intanto mi faccio un caffè al bar vicino, e mi accorgo che ho sempre quel sorriso stampato sul viso, che quelli che passano interpretano a loro (ma questo è normale???!!!???), ma non mi importa, sorrido, rido, perchè ho davanti a me una giornata splendida, e a voi tocca fare “cose normali”!
Sbrigata la commissione faccio il pieno e via, in pochi attimi ho già nella mente il percorso, con tutte le varianti, oggi è giornata di curve Giovo!
Lascio Piacenza, in fretta, ed all’altezza di S.Nicolò taglio verso le colline.
In pochi minuti arrivo a Gragnanino, poi Gragnano, poi Gazzola ed Agazzano, sono in Val Luretta, le curve e la pendenza mi stimolano, il passo è sostenuto ma in tutta sicurezza, la GS sembra muovere i suoi due fanali per guardare il panorama, che è incredibile.
Taglio verso la Val Tidone, la strada, che conosco benissimo, si snoda, tra salite e discese, tra le colline, e dopo poco arrivo a Pianello Val Tidone, lo passo, esco dal paese e decido di fermarmi per i primi scatti.
Riparto, punto verso il Passo Calderola, dal quale si vede la Pietra Parcellara, guido in scioltezza, mi rendo conto, nonostante la strada sia stretta e tutta curve, di usare solo la 4° e la 5° marcia, e la moto mi asseconda, senza mai tentennare, sempre sicura, pronta.
Arrivo al passo e decido di fermarmi per altri scatti, poi riparto, giù, verso Mezzano Scotti e poi Bobbio.
Decido di salire verso il Passo Penice, non incontro una sola auto, la strada è mia e della mia GS, il paesaggio anche.
Arrivo senza accorgermene in vetta ma decido di salire al Santuario, dove mi fermo e faccio altre foto.
Riparto, la moto sembra scalpitare, le scoccia restare ferma troppo a lungo, ridiscendo al Passo Penice e mi dirigo verso il Passo del Brallo, strada dai panorami e dagli scorci incredibili, ed in un punto che conosco mi fermo solo il tempo per scattare altre foto, e poi via.
Arrivato al Brallo, prendo a scendere verso Ottone, la strada, percorsa innumerevoli volte, è sempre stupenda, arrivo al bivio e mi trovo di fronte due cartelli stradali : a destra Genova, a sinistra Bobbio.
Opto per Bobbio, solo perché ho già in testa dove andare e perché, sempre usando la strepitosa coppia di una moto che, ne sono certo, in questo momento non chiederebbe altro.
Arrivo a Bobbio, sono le 12, mangio oppure guido un altro po’?
Mentre ci rifletto, mi ritrovo sulla Bobbio Penice, ancora, per la seconda volta, e mi trovo a parlare con la moto….”non ti va’ proprio di fermarti vero?”.
Arrivo al Passo Penice e stavolta la obbligo a fermarsi, mangiamo qualcosa, oops, mangio qualcosa, tu riposati, anche se mi sembra che mi chieda il motivo, le sembra di essere appena uscita dal box…….
Una piadina veloce, un caffè, una sigaretta e arrivano tre coppie (mariti e mogli) di tedeschi più altre tre moto di tedeschi che sono in Italia in vacanza!!
Non voglio essere sgarbato, quattro chiacchiere, assolvo il compito, impartito dal mitico Fela, di divulgare il GSP, ma dopo poco saluto, scusate, io devo andare, la moto vuole partire!
Mi congedo educatamente e riparto, mi rifaccio ancora il giro fatto in mattinata (Brallo e poi Bobbio) perché mi piace troppo!!!
Arrivo a Bobbio, ma prima di entrare in paese prendo a destra verso Coli, ho chiaramente in testa il percorso, la giornata è ancora più splendida e il sole si è fatto davvero caldo.
Salgo, salgo, le curve non finiscono mai, continuano, una dopo l’altra, la guida diventa sportiva, almeno per me, la moto risponde sempre con sincerità, sembra parlarmi ad ogni dosso, sasso, tornante, e io sorrido sempre, dentro il casco sorrido, si, sono davvero felice.
Arrivo in prossimità del Passo S. Barbara, crocevia di giri off che ho fatto innumerevoli volte, sapendo di dover affrontare un paio di km si sterrato, messo male, sassi tagliati, smossi, frane tamponate alla meglio.
E infatti, ci siamo, il paesaggio è lunare, siamo a 1136 metri, la poca erba è destinata alle mucche al pascolo e recintata dal filo spinato attraversato dalla corrente elettrica, mi alzo in piedi sulle pedane, e mi godo la GS dall’alto, il serbatoione, il capolino, il beccone che copre parzialmente lo sterrato….nessuno in giro, solo io, la GS e la natura che mi circonda, il rumore del motore si sente appena, la GS avanza spedita, sembra che voglia azzardare di più, ma con queste gomme è meglio andarci piano…



Arrivo al grande crocevia del passo, mi fermo per una breve sosta e qualche foto, parcheggiando appena sotto al monumento (un angelo) che ricorda i soldati italiani caduti durante la 1° Guerra Mondiale.
Nel silenzio assoluto mi guardo intorno cercando con gli occhi i mille e più sentieri che ho battuto in lungo e in largo con le mie precedenti Husqvarna, Husaberg e KTM, il ricordo è fresco, sempre vivo nel mio cervello, con precisione ricordo anche i passaggi più impegnativi, le mule (mulattiere) impervie, le giornate passate ad accompagnare gli amici che si sono affidati a me, che conosco ogni sasso, per condividere la stessa passione e per passare una giornata divertendosi in compagnia.
Ma è ora di ripartire, procedo verso Pradovera, dove mi fermo solo il tempo necessario per fare qualche scatto all’altro monumento in ricordo dei caduti durante la guerra (questi luoghi sono famosi per la dura resistenza dei partigiani di quel tempo) a fianco del quale è stato posto il cannone usato dai partigiani dell’epoca.
Via di nuovo, scendo verso Aglio, incrociando, ogni centinaio di metri, i sentieri off che portano nei boschi, la strada è una vecchia mulattiera ora asfaltata, percorsa solo dagli abitanti delle piccole frazioni, è stretta, coperta dagli alberi e dalla vegetazione da un lato, ma lascia intravedere la vallata sottostante, che è da togliere il fiato.
Scendo verso Perino, arrivo al bivio che mi porterebbe al Passo del Cerro, strada che ha ospitato e che ospita tuttora il Rally delle Valli Piacentine e che mi porterebbe a Bettola, ma guardo l’orologio, due conti e capisco che forse è meglio avvicinarmi a casa.
La mia GS sembra non gradire, ma è ora di ritornare a fare i conti con la realtà cara mia, purtroppo
Opto quindi per Perino e risalgo dal versante Ovest che mi porta al Passo Calderola fatto in mattinata, risalgo il versante e mi dirigo verso la Pietra Parcellara, sapendo che mi aspetta un altro tratto sterrato con buche e pozzanghere di una certa profondità.
Ma il cordone ombelicale che mi lega alla GS mi trasmette fiducia, e procedo, affrontando l’acqua ed il fango a velocità moderata…ma non troppo, sempre ridendo, dentro al casco.
Mi ritrovo nello stesso punto in cui mi sono fermato questa mattina, scendo, guardo la moto, che con quei due fanali, strani, ma bellissimi, sembra farmi l’occhiolino e sembra dirmi “visto, che ti avevo detto???..nessun problema, sono solo molto sporca, ma che divertimento!!!” e mi ritrovo ancora a sorriderle.



E’ ora di ritornare verso casa, scendo verso Piozzano, bella strada, manto stradale perfetto, con un panorama sulle colline da mozzafiato, ripasso Agazzano, Gazzola, taglio verso piccoli paesini nella campagna piacentina evitando, appositamente, la strade trafficate, arrivo a Castel San Giovanni dove rifaccio il pieno, non perché sono asciutto ma solo perché voglio essere sicuro di avere la moto piena e pronta per il prossimo giro.
Rientro a casa, mi fermo davanti al box, scendo e mi soffermo ad osservare questo gioiello della tecnologia BMW, sporca, infangata, impolverata, ma felice, come me, ha passato una giornata indimenticabile, questo è quello che importa.
Quando la metto nel box mi sembra addirittura più leggera, chissà poi perché, è sicuramente un’impressione…
Di certo la mia gratitudine per avermi aiutato a staccare la spina, anche solo per alcune ore, è immensa, e cerco di pensare a come potrò sdebitarmi, come potrò ringraziarla……e capisco che l’unico modo è rifare quello che abbiamo fatto oggi, il prima possibile.
Una morale a tutto questo?
E’ presto fatto : staccare la spina è molto importante, con l’aiuto di una BMW GS è gratificante.
Staccate la spina cari amici motociclisti, fatelo, quando potete o quando sentite che è necessario, ma fatelo.

Un saluto

Giovo





 
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